Quando una campagna elettorale si fa cattiva
Quando una campagna elettorale si fa cattiva

"Nella giornata di sabato 4 maggio 2019, la sig.ra Valeria Robustelli Test (candidata nella lista "GROSOTTO 2019, capeggiata dal dott. Giuseppe Saligari, ndr.)  si recava in visita presso una conoscente ospite della RSA Venzoli di Grosotto. Lì veniva avvicinata da Renzo Canova, il quale le rivolgeva la seguente frase: “ti avviso che stai rischiando grosso a venire qua perché non sei autorizzata, inoltre sei candidata e mi sembra che venire qua e andare il lunedì con gli anziani in oratorio sia un po’ troppo e stai rischiando. Te lo dico perché ti stimo ma stai attenta perché ci sono in giro voci non troppo belle su di te e puoi andare incontro a grossi problemi”.

Quanto accaduto è grave per due motivi: il primo è che, sentito anche il responsabile sig. Scari, sembra non esista nessun regolamento che vieti l’accesso in RSA qualora una persona sia candidata alle elezioni. La seconda, che il sig. Canova Renzo non risulta avere titolarità alcuna a fare da “buttafuori” nella RSA.

Comprendiamo il nervosismo dei supporter della maggioranza uscente ma non possiamo accettare comportamenti di questo tipo. Qualora chicchessia, visitatore o parente di ospiti, si comporti in modo non rispettoso delle regole della RSA, riteniamo sia corretto venga richiamato dal responsabile della struttura ma, certamente, non possono essere figure terze, in modo partigiano e arbitrario, a stabilire regole a loro uso e consumo".

by "Grosotto 2019"


Data: 06/05/2019
 
07/05/2019, 11:25
Mancanza di moralità

Di tutta risposta all’articolo, è uscito un volantino che oltre a denigrare la signora Valeria Robustelli Test, infermiera di professione, se la prende anche con me, perché ho pubblicato ciò che reputo di una indecenza fuori dalla norma. Un "poema", così lo definisce chi lo ha scritto, pieno di volgarità e parolacce, nel quale Valeria è apostrofata "Valeriona" e la sottoscritta "giornalista un par di palle ma va’ bene per sta valle". Il VA’ ovviamente era senza apostrofo, come pure pieno di errori il "poema".

Ma non è finita: "Lei mi scrive quel che voglio ma riempir le devo il portafoglio. Culanti non ti devi preoccupare il Canova mi devi sputtanare, ma al Birone glielo dici forse voi non siete amici?": mancanza di rispetto, anche se io non lo esigo da persone tanto maleducate (io sono iscritta all’albo, il lavoro del giornalista è molto criticato, ognuno la pensa un po’ come vuole ed è facile attaccare, molto facile anche senza averne le motivazioni e senza argomentare sui motivi che possono portare a un tale giudizio). Anche perché non ho mai chiesto un euro per un articolo, non è eticamente corretto, me ne vergognerei a morte, ma forse chi ha scritto ciò che definisce "poema" è abituato a simili comportamenti.

Un "poema" molto cattivo, dalle righe traspare molta ira e mi ripeto, va’ al di là di qualsiasi logica di correttezza politica e di confronto: io ho pubblicato un fatto molto grave, ho fatto il mio lavoro, e sicuramente senza pretendere soldi, trovo questa affermazione molto disdicevole. 

cristina culanti


Autore dal
18/06/2009

06/05/2019, 17:10
info

Nei prossimi giorni scriveremo di candidati sindaci in Valtellina, senza fare campagna elettorale, solo i nomi e un accenno ai programmi. Questa però, era una cosa a mio avviso molto grave, che esula dal confronto elettorale e ancor più da un confronto corretto: al di là della propaganda elettorale, e sempre alla base di una propaganda elettorale, non si deve prescindere dai principi etici e morali.
cristina culanti


Autore dal
18/06/2009