Le montagne della Valtellina custodiscono un tesoro paleontologico straordinario, testimonianza di un’epoca in cui le Alpi non erano vette innevate, ma distese fangose e costiere tropicali.
Tra i siti più significativi spiccano la Val Fraele e la Val d’Ambria, dove il tempo sembra essersi fermato su lastre di roccia risalenti a circa 220-230 milioni di anni fa (Triassico Superiore).
Val Fraele e i Laghi di Cancano
In Alta Valtellina, tra Bormio e Livigno a 2.500 metri di quota nei pressi del Piz della Magna, la recente scoperta di orme fossili ha rivoluzionato la comprensione del territorio.
Qui, le tracce appartengono principalmente a dinosauri carnivori teropodi e grandi erbivori primitivi.
L’ambiente: Le impronte si sono impresse nella "Dolomia Principale", un sedimento formatosi in una piana di marea simile alle attuali Bahamas.
I protagonisti: Sono visibili piste di dinosauri bipedi con piedi tridattili (a tre dita), simili al celebre Dilophosaurus, che si muovevano su terreni fangosi periodicamente sommersi.
Val d’Ambria e il Pizzo del Diavolo
Spostandosi nelle Orobie Valtellinesi, la Val d’Ambria, in comune di Piateda, offre uno scenario altrettanto suggestivo.
Recentemente, il ritiro dei ghiacciai e lo scioglimento delle nevi hanno rivelato centinaia di impronte a oltre 2.800 metri di quota.
Diversità: Oltre ai dinosauri, il sito è eccezionale per la presenza di rettili pre-dinosaurici, anfibi e persino impronte di invertebrati (libellule e crostacei).
Conservazione: La definizione dei dettagli è sbalorditiva; in alcuni casi è possibile distinguere la texture della pelle e i segni delle unghie, impressi in quello che un tempo era il fondo di un fiume o di un lago triassico.
Perché sono importanti?
Questi siti non sono solo "curiosità" geologiche, ma tasselli fondamentali per ricostruire l’evoluzione dei vertebrati.
Dimostrano che i dinosauri non erano ospiti occasionali, ma abitanti stabili di un’Europa allora frammentata in isole.
Camminare oggi tra i sentieri di Cancano o della Val d’Ambria significa letteralmente calpestare la storia profonda del nostro pianeta, in un dialogo silenzioso tra le vette odierne e i giganti del passato.