Il progetto definitivo verrà presentato entro primavera, ma il gruppo di lavoro istituito il 30 agosto scorso ha già affrontato il tema di come garantire un’infrastruttura e un esercizio sicuro dell’aeroporto di Samedan. Il fine è quello di tenere in vita l’aeroporto stesso, alla luce della sua importanza da un punto di vista turistico ed economico.
Un progetto definitivo che verrà sottoposto all’attenzione e alla successiva approvazione del Cantone dei Grigioni, predisposto da rappresentanti del Cantone dei Grigioni in sinergia con i comuni e il circolo dell’Engadina Alta, l’organizzazione turistica Engadin St. Moritz, la Engadin Airport AG, l’Ufficio federale dell’aviazione civile, il Corpo delle guardie di confine e specialisti dell’aviazione civile (Swiss, aeroporto di Zurigo e Università di San Gallo).
Il futuro dell’aeroporto regionale dell’Engadina Alta necessita di un nuovo modello organizzativo che prevede il coinvolgimento dell’ente pubblico e quale struttura auspicata sono previsti una società di infrastrutture dell’ente pubblico e una società d’esercizio privata.
Quindi, verrà dissociata l’infrastruttura, presa a carico dall’ente pubblico, e la gestione dell’aeroporto, della quale si occuperà una società d’esercizio privata (l’attuale gestore), in base a un quadro di accordo di prestazioni.
Nella sostanza, le infrastrutture e la proprietà dei terreni rimangono dell’ente pubblico o vengono trasferite a quest’ultimo, per garantire, alla luce della bassa redditività dell’aeroporto, una garanzia del volume d’esercizio a lungo termine ed eventualmente sviluppato secondo le esigenze, contando comunque sui sussidi dell’ente pubblico, come avviene per tutti i trasporti pubblici.