La Quaresima: il messaggio di Don Gigi di Tremenda XXLDon Gigi Pini, fondatore del centro giovanile Tremenda XXL di Samolaco, lancia il suo messaggio sulla Quaresima.
Quaresima 2010 – Il corpo
“Da questo vi riconosceranno come miei discepoli: se avrete amore gli uni verso gli altri.” Vangelo di Giovanni 13, 35
Quaresima 2010 – Il corpo…
“Da questo vi riconosceranno come miei discepoli: se avrete amore gli uni verso gli altri.” Vangelo di Giovanni 13, 35
Quando si parla di donne o di uomini si è facilmente portati a identificare una parte del corpo con il tutto e si sostituisce il sesso con l’amore.
Siamo talmente soggiogati dalla cultura dell’immagine, da credere che il corpo abbia oramai mangiato l’anima e che possedere un corpo di un altro o di un’altra sia lo scopo della vita.
Trofei di caccia!
Per il ‘corpo’ siamo disposti a tutto e a spendere tutto quello che c’è da spendere...l’importante è ‘avere un bel ‘fisico’...e questo su entrambi i versanti: uomini e donne.
Ma da quando la donna ha finalmente ripreso in mano il suo ruolo di persona libera ed ‘intelligente’, da allora è crollato in modo devastante il ruolo del maschio..e si è fatto timido, insicuro...pauroso.
La preda di caccia si è ribellata ed è uscita dalla riserva dove l’aveva rinchiusa una cultura maschilista, ne è uscita e ha deciso di farsi gli affari suoi quando e come vuole.
Così il cacciatore si è smarrito e tenta disperatamente di far finta di niente dietro la maschera del bullo o del furbo.
Ma anche la preda rischia di smarrirsi dentro a praterie non pensate e improvvisate e forse neppure volute in questa maniera così di moda.
Basterebbe forse capire che il corpo è il meraviglioso contenitore dell’anima e cioè dei sentimenti, delle idee, del pensiero…di tutto quello che mi fa persona unica ed irrepetibile, basterebbe forse capire che il corpo e l’anima sono due ricchezze vere... basterebbe forse solo capire questo per recuperare la giusta dimensione dell’essere insieme.
Basterebbe forse anche solo capire che non siamo né cacciatori né prede...ma semplicemente e ‘tremendamente’ compagni di viaggio nella vita, con la ‘missione’ di recuperare questo pianeta a una dimensione più vivibile, più bella e più vera.
Basterebbe forse anche solo capire che il corpo è certamente una dimensione importante e affascinante ma non è né l’unica né la più importante.
Non è possibile insomma pensare di dover per forza di cose possedere un corpo con la tragica illusione del dire ‘ti amo’...quando invece nell’amare è coinvolta tutta un’altra dimensione dell’esistere di una persona.
Certo che il ‘ti amo’ può prevedere anche il sesso ma confondere il sesso con l’amore è umiliante per chi lo dice e per chi lo subisce.
Infatti si può amare anche senza fare sesso...e invece troppo spesso si fa sesso senza amore.
E per ‘amore’...si intende sempre la forza e la disponibilità di ‘dare la vita’...cioè il tempo, la grande e affascinante ricchezza che è patrimonio di tutti.
L’adolescente è facilmente bloccato sul ‘mi piace’...e si riferisce al corpo di lui o di lei, ma l’adolescenza è una tappa della vita e non potrà mai essere un arrivo e una permanenza.
Non si tratta allora solo di educazione sessuale ma di educazione all’amore!
Ai giovani, e non solo a loro, va ricordato spesso che proprio il Cristo ha ‘comandato’ di amare: un ordine, un impegno preciso e determinate, non c’è scelta. Il “come amare” è scritto dentro alle Beatitudini (vedi vangelo di Matteo al cap. 5) ed è dentro anche al Giudizio Finale (Matteo al cap.25, 31-46) o nella prima lettera di Paolo ai Corinzi ( cap.13)…
Credo che questo ‘ordine’, questo ‘comando’ voglia dire che probabilmente è più facile non ‘amare’. Non si ‘comanda’ infatti di fare una cosa che si fa normalmente; non si ’comanda’ un qualcosa che viene spontaneo e scontato di fare.
Il “comandamento” poi è a 360°: Dio, gli altri e se stessi.
E vieni anche a scoprire che per Lui ‘amare’ è dare la vita, il tuo tempo giorno dopo giorno.
Dare il tempo, la vita...non può essere solo una questione di corpi e basta!
Non è una questione di pillole, di alcool, di chirurgia, di prestazioni...è questione di anima ed è quella che fa vivere il corpo.
Don Gigi