La fama termale di Bormio affonda le radici nell’antichità romana.
Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia, fu tra i primi a citare le straordinarie proprietà terapeutiche delle acque minerali che sgorgano calde (tra i 36°C e i 41°C) dalle Alpi Retiche.
Nel corso dei secoli, la posizione strategica del territorio lungo le vie di transito alpine trasformò le sorgenti in una tappa fondamentale per viandanti e nobili in cerca di sollievo.
Nel 1493 fu Leonardo da Vinci ad attestare il fascino di questi luoghi: inviato in Valtellina da Ludovico il Moro, annotò nel Codice Atlantico la presenza di "In cima a Valtolina c’è Burmi... in Bormio sono i Bagni", descrivendo con curiosità le vasche naturali e la natura impervia delle fonti.
Durante l’Ottocento, il termalismo locale conobbe la sua consacrazione d’élite con la costruzione di eleganti strutture ricettive, trasformando Bormio in una rinomata meta di benessere internazionale per l’aristocrazia europea, mentre a Santa Caterina Valfurva c’era la Fonte Ferrugginosa.
I Tre Stabilimenti Termali
Oggi il patrimonio idrotermale di Bormio si articola in tre complessi distinti per atmosfera e offerta:
QC Terme Bagni Vecchi: Immerso nella storia millenaria, offre un viaggio nel tempo. Comprende i Bagni Romani, la grotta sudatoria naturale San Martino scavata nella roccia e la celebre piscina panoramica a picco sulla conca di Bormio.
QC Terme Bagni Nuovi: Caratterizzato da un’elegante architettura Belle Époque, dispone di ampi giardini termali e oltre trenta pratiche di benessere all’aperto e al coperto, tra vasche naturali e saune rigeneranti.
Bormio Terme: Situato nel centro abitato, è lo stabilimento classico dedicato alla salute e alla famiglia. Unisce cure termali convenzionate con il Sistema Sanitario Nazionale (inalazioni, fanghi) a un parco acquatico con piscine interne ed esterne accessibili anche ai bambini.
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