06/02/2026, 10:38 Pareri
E’ giorni che cerco un’analisi circa la decisione di aprire al traffico veicolare un tratto di tangenziale e buttare il resto su Tirano. La cerco perché non è stato organizzato alcun incontro per spiegare ai cittadini il perché delle decisioni prese. Ci si aspettava una spiegazione perché vivere un luogo sempre comporta abitudini, uscire di casa a piedi, in bicicletta e in macchina. Comporta avere dei bambini che in sella alla loro bicicletta percorrono le strade stesse... Non trovando risposte plausibili le ho cercate e una l’ho trovata su Facebook, in un post di Franco Spada, ex sindaco di Tirano. Ne propongo uno stralcio: "[...] La decisione comporta lo spostamento del traffico di attraversamento, oggi instradato lungo la Strada Statale (viabilità di categoria D) che attraversa Tirano, verso un tratto di nuova tangenziale classificato come strada extraurbana secondaria (C1) per poi scaricare i flussi su strade comunali (di categoria E o F) con curve a gomito all’altezza del ponte di Foro Boario e infine incanalare il traffico lungo la sponda sinistra dell’Adda, fino alla zona dell’Albergo Stelvio. Un punto dove è assolutamente prevedibile l’innesco di forti criticità viabilistiche. L’aspetto più preoccupante non è solo funzionale, ma strutturale e di responsabilità:la viabilità principale di accesso alle località olimpiche di Bormio e Livigno viene di fatto fatta “saltare” da viabilità statale a viabilità comunale, senza adeguate protezioni per la cittadinanza per poi tornare nuovamente su viabilità statale. Le strade comunali coinvolte non sono progettate per sostenere flussi di traffico di attraversamento, tantomeno flussi intensi legati a eventi olimpici. Il rischio è quello di scaricare su quartieri e percorsi locali un traffico che non gli compete. Questo è il nodo reale. E non viene risolto deviando il traffico a salire verso Bormio da strada statale (che si percorre da 90 anni) su strade comunali più fragili. Questa scelta comporta responsabilità precise per chi l’ha promossa. Personalmente, se fossi amministratore, non mi assumerei una responsabilità di questo tipo:lascerei il traffico dove è sempre andato, su una viabilità collaudata, progettata per quel ruolo, e sotto gestione statale. La nuova tangenziale è un’opera importante, ma va inserita con gradualità, coerenza e buon senso all’interno del sistema viario esistente, non usata come scorciatoia decisionale. Aprire un tratto non significa doverlo usare a tutti i costi come asse principale, soprattutto quando le conseguenze ricadono direttamente sulla sicurezza dei cittadini. Le infrastrutture servono per migliorare la vita delle persone, non per metterle a rischio.Ma la domanda vera è... perché? Al posto di velocizzare - si complica la viabilità - mettendo anche a rischio i residenti. |