TUTTI UNITI!
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Dalla Val Bregaglia: "Lo Stato maggiore di condotta comunale del Comune di Bregaglia si è riunito la prima volta martedì 10 marzo per una valutazione della situazione attuale e di proposte per la disposizione di misure precauzionali e d’urgenza. All’incontro erano presenti anche i vertici del Centro sanitario Bregaglia e della Commissione scolastica.

Lo Stato maggiore di condotta comunale si riunirà regolarmente durante le prossime settimane per valutare l’evoluzione della situazione e se necessario intervenire con misure precauzionali e/o d’urgenza. Da subito verrà intensificata la comunicazione con la popolazione, le aziende, la Regione Maloja e i Comuni della vicina Italia. Al momento, confermano dal CSB, non sono stati segnalati contagi in Val Bregaglia. Ci sono stati alcuni casi di cittadini che hanno presentato dei sintomi sospetti, ma l’esito delle analisi è stato, fortunatamente, negativo.

Al CSB sono disponibili alcune camere per accogliere pazienti affetti da coronavirus, ma in condizioni non gravi. In caso di complicazioni, invece, è previsto il trasferimento in altri ospedali. Una questione molto rilevante è quella dei frontalieri. Per la struttura di Spino la presenza dei lavoratori residenti in Valchiavenna è determinante, soprattutto per i ruoli che necessitano di persone qualificate nell’ambito delle cure. 

«L’eventualità di ulteriori limitazioni alla circolazione delle persone allo stato attuale non può essere esclusa e provocherebbe dei problemi molto rilevanti – premette il presidente della Commissione d’amministrazione Maurizio Michael -. Stiamo valutando le possibili soluzioni per potere gestire un eventuale scenario di questo tipo».  L’ipotesi più accreditata è quella di valutare la disponibilità degli operatori italiani impiegati nell’ambito delle cure nel Centro sanitario Bregaglia a rimanere in Svizzera. Proprio come suggerito, ieri, dalla Comunità montana della Valchiavenna ai frontalieri. Sono attivi anche i contatti del CSB con le autorità cantonali, «per valutare eventuali opportunità nel complesso del sistema grigionese». Intanto stamattina alla dogana di Castasegna si sono formate lunghe code di auto per i controlli dei permessi di lavoro dei frontalieri".


cristina culanti
Data: 12/03/2020
 
13/03/2020, 14:04
Conferenza stampa

Lla conferenza stampa del Consiglio federale riguardante gli sviluppi del coronavirus è stata posticipata alle 15.30, in concomitanza con la conferenza indetta dal Governo grigionese. In streaming.

cristina culanti


Autore dal
18/06/2009

12/03/2020, 18:34
Cantone dei Grigioni

"I lavoratori frontalieri non avranno l’obbligo di tornare una volta alla settimana in Italia durante l’emergenza coronavirus", lo comunica l’Ufficio della migrazione e del diritto civile dei Grigioni che spiega: “Dopo aver chiarito la situazione giuridica e d’intesa col responsabile Consigliere di Stato Peter Peyer, direttore del dipartimento giustizia, sicurezza e sanità, in merito alla domanda se esiste, per via della particolare situazione, per i frontalieri italiani, la possibilità di eseguire la loro attività senza lasciare una volta la settimana la Svizzera, informiamo che fino a nuovo avviso non esiste l’obbligo di lasciare la Svizzera una volta la settimana, possono sempre essere reclutate persone dall’Italia ed è possibile il rilascio di un permesso di dimora temporaneo anziché un permesso come frontalieri”.

cristina culanti


Autore dal
18/06/2009